• 31 Gennaio 2026

Crans-Montana: la tragedia nella notte di Capodanno

DiLorenzo Cecchini

Gen 10, 2026

Nella notte di Capodanno, quella che doveva essere una semplice festa per festeggiare l’arrivo del 2026 si è trasformata in una vera e propria tragedia: 40 morti, circa 112 feriti e 19 italiani coinvolti (6 dispersi e 13 feriti). Il tutto è accaduto nel locale “Le Constellation” a Crans-Montana (famosa località sciistica svizzera) a seguito di un incendio che, secondo le ricostruzioni e le prime immagini, ha avuto origine dal soffitto del seminterrato. La velocità di propagazione delle fiamme fa parlare di “flashover”, un fenomeno pericoloso che consiste nel passaggio quasi istantaneo da un incendio localizzato a uno generalizzato. Il tutto sembra esser stato scatenato da candele scintillanti sulle bottiglie di champagne che sono arrivate a contatto con il soffitto che, in breve tempo, ha preso fuoco. I presenti, presi dal panico, non sono riusciti a fuggire a causa delle uscite di sicurezza bloccate e l’unica scala troppo stretta. Secondo le testimonianze e gli ultimi aggiornamenti, all’interno del locale era presente una discreta quantità di legno e il soffitto era realizzato con un materiale facilmente infiammabile se non trattato correttamente. Il lavoro di identificazione dei cadaveri risulta complicato date le gravi condizioni dei corpi. Molti dei feriti hanno riportato ustioni pari al 30/40% del corpo. I soccorsi si sono mossi immediatamente e sono stati mobilitati circa 10 elicotteri, oltre 20 ambulanze e 150 soccorritori. In aggiunta, anche delle persone del posto hanno contribuito al soccorso dei coinvolti. I feriti sono stati trasferiti negli ospedali più vicini specializzati in gravi ustioni. Il comportamento dei ragazzi presenti ha suscitato molte polemiche sul web: “Invece di immortalare il momento sarebbero dovuti fuggire immediatamente!”. Questa è una delle frasi che si è sentita dire più spesso che però ha riscontrato altrettanti pareri contrastanti. Certamente va ammesso che negli ultimi anni riprendere ogni avvenimento è diventato uno degli “istinti” di gran parte di noi, e non solo dei giovani. Ma ora cerchiamo di immedesimarci in uno dei presenti e chiediamoci come avremmo reagito. La risposta? Probabilmente nella stessa maniera. Il motivo? Sottovalutazione del pericolo, una cosa che da sempre caratterizza l’età giovanile. Per questo è scorretto gettare colpe sulle vittime.

I proprietari del locale (Jacques Moretti e Jessica Moretti) hanno dichiarato di aver superato tutti i tre controlli a cui erano stati sottoposti dal comune negli ultimi 10 anni (anche se l’ultimo risale al 2019). Una delle notizie che ha fatto più scalpore riguarda Jacques Moretti: quest’ultimo ha ammesso che la porta di sicurezza, diversamente dal solito, era bloccata dall’interno. Secondo alcune indiscrezioni, i dipendenti del posto non erano stati formati sulla gestione nei casi di incendio, un ulteriore aggravante nei confronti dei proprietari. A seguito di quanto accaduto verranno effettuati ulteriori accertamenti sulla sicurezza e sul rispetto delle norme da parte del locale. Nei giorni successivi sono stati trovati e identificati gli ultimi dispersi tra cui i 6 italiani: si tratta di ragazzi di 17, 16 e 15 anni. 

È assurdo pensare che dei ragazzi che avevano il solo intento di divertirsi e festeggiare abbiano perso la vita in questo modo. Molto spesso consideriamo queste vicende “lontane” da noi, come se non ci riguardassero, ma non è assolutamente così. Questo evento dovrebbe farci capire la facilità con cui si può generare una tragedia senza le dovute precauzioni. Anche noi ci saremmo potuti trovare nella stessa situazione. Impariamo quindi a cogliere l’insegnamento e a non essere come al solito superficiali, noi e gli adulti stessi, che avevano la responsabilità della sicurezza e del rispetto delle norme. 

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