Negli ultimi mesi il Parlamento italiano si è dedicato con particolare cura a una questione di fondamentale rilevanza:il consenso esplicito e libero nella legislazione riguardante i rapporti sessuali. Tale discussione rappresenta una possibile svolta culturale e normativa significativa nel modo in cui il nostro sistema giuridico protegge la libertà e l’autonomia decisionale delle donne.
La proposta di legge, attualmente all’esame del Senato, mira a modificare l’articolo 609-bis del Codice penale, che disciplina il reato di violenza sessuale. Finora, la legge italiana prevedeva che un atto sessuale fosse considerato reato solo se accompagnato da violenza, minaccia o abuso di autorità. Questo significa che, in assenza di tali condizioni, la mancanza di consenso non costituisce di per sé reato.
La modifica propone, invece, che qualsiasi atto sessuale compiuto senza il “consenso libero e attuale” sia considerato violenza sessuale. Il consenso è definito come una manifestazione libera, consapevole ed esplicita della volontà di partecipare all’atto, valida per tutta la sua durata e revocabile in qualsiasi momento.
La pena prevista per chi commette violenza sessuale in assenza di consenso previsto è la reclusione da sei a dodici anni, la stessa già prevista per i casi con violenza o minaccia.

Il testo legislativo ha ricevuto un consenso unanime alla Camera dei Deputati: il 19 novembre 2025 la proposta è stata accettata con 227 voti a favore, senza astensioni o contrari, grazie a un’intesa tra le forze politiche di maggioranza e opposizione. Questo esito è stato definito da molti come un primo passo verso una “rivoluzione culturale”, poiché finalmente si sancirebbe legalmente che “unicamente il sì è sì”, escludendo il silenzio o l’assenza di opposizione.
Comunque, il processo legislativo non è terminato. Il provvedimento sta attualmente in esame al Senato, dove la votazione è stata posticipata e potrebbe essere rinviata ai primi mesi del 2026 per ulteriori analisi e audizioni richieste da alcune forze politiche della maggioranza.

Secondo le più importanti organizzazioni per i diritti umani e contro la violenza di genere, come Amnesty International, l’adozione del principio del consenso libero e attuale costituisce un progresso essenziale per far sì che l’Italia si allinei agli standard internazionali, come quelli sanciti dalla Convenzione di Istanbul, e per garantire una maggiore tutela alle vittime di violenza sessuale.
Fino ad oggi, infatti, molte vittime si trovavano nella difficile posizione di dover dimostrare non solo la mancata volontà di partecipare all’atto sessuale ma anche la presenza di violenza o resistenza fisica, situazione che in passato ha portato ad alcuni casi controversi nei tribunali italiani.
Durante il confronto parlamentare sono emersi anche pareri critici. Diversi politici e esperti di diritto ritengono che la nuova formulazione potrebbe comportare problemi probatori nei procedimenti o essere sfruttata strumentalmente per ritorsioni giudiziarie, come dichiarato da alcuni rappresentanti della Lega.
Queste preoccupazioni fanno parte del confronto in corso, che coinvolge aspetti giuridici, culturali e sociali legati alla tutela delle libertà individuali e all’efficacia della giustizia penale.
